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L’elezione di Gianfranco Miccichè rafforza il centrodestra e spacca il Pd

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di Nicola Salvetti

Gianfranco Miccichè presidente dell’Ars con 39 voti, quattro in più della maggioranza di centrodestra, fa discutere l’opposizione  e spacca il Pd.

Dei quattro voti in più , due hanno già una identità,  si tratta di Eddy Tamajo e Nicola D’Agostino, entrambi esponenti di Sicilia futura, formazione di Totò Cardinale. Altri due sono riconducibili direttamente al Pd.

Il soccorso degli uomini di Cardinale a Gianfranco Miccichè, a differenza di quelli piddino, è stato palese. “Ci complimentiamo con Miccichè per l’elezione alla presidenza dell’Assemblea regionale siciliana. L’impegno nelle istituzioni ampiamente profuso consentirà certamente al presidente di svolgere la sua funzione che è terza rispetto alle dispute politiche. Abbiamo scelto sin dalla seconda votazione di partecipare al voto poiché era utile a dotare il Parlamento, rapidamente, dei suoi organi” – ha affermato il segretario regionale di Sicilia Futura, Nicola D’Agostino.

Nel Partito democratico, invece, è caccia ai “traditori”.  A trattenere a stento la rabbia è il sanguigno Antonello Cracolici.

“Ci sono stati quattro utili idioti nel Pd, quattro voti inutili. Evidentemente qualcuno ha voluto fare il soccorritore di un vincitore preventivo ma alla fine questi quattro voti sono stati inutili, perché Miccichè sarebbe riuscito a vincere lo stesso” – ha detto l’esponente piddino incontrando i giornalisti subito dopo il voto. Sulla stessa lunghezza d’onda di Cracolici anche Giuseppe Lupo ed Antony Barbagallo.

Per i grillini, invece, l’elezione di Miccichè è il segnale che ritorna “l’inciucio Renzi-Berlusconi”.  La capogruppo del M5S Valentina Zafarana ha poi giustificato il voto alla centrista Margherita La Rocca Ruvolo con la volontà di dare all’Ars “un rappresentante di peso e garanzia, ma i partiti non l’hanno permesso” – ha commentato.

 

La preoccupazione di Musumeci “La situazione è difficilissima”

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PALERMO – “Occorre modificare il regolamento: sarebbe bello se venisse abolito il voto segreto, una norma regolamentare che non ha fatto e non fa onore alla storia del parlamento siciliano”. Così il presidente della Regione Nello Musumeci a Palermo ha risposto ai cronisti che chiedevano quali priorità dovrebbe avere il parlamento siciliano, che si insedia domani. “Mi auguro che venga l’approvato il codice etico – ha aggiunto – per i dipendenti e per il ceto politico, che la commissione antimafia da me presieduta due anni fa ha completato e che ha avuto il voto favorevole sia della commissione affari istituzionali che dell’antimafia all’unanimità. Sarebbe un forte segnale da parte dell’Assemblea con la quale desidero avere un rapporto franco leale e improntato al rispetto reciproco”.

Il neo governatore è stato questa mattina a un incontro a Villa Zito a Palermo a cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Hanno preso parte a un seminario in onore del giurista Lauro Chiazzese a 60 anni dalla sua scomparsa.

Domani il neo governatore presenterà al Parlamento la giunta. “Poi – ha spiegato – aspetteremo il completamento degli uffici di presidenza per rendere all’aula le dichiarazioni programmatiche. Stiamo ancora organizzando gli uffici di gabinetto. Dobbiamo mettere ordine alla burocrazia, ai direttori generali ed è un lavoro che pensiamo di potere completare già subito dopo l’Epifania”. Tra i temi più attesi e già più discussi, quello dei rifiuti: “Credo sia essenziale l’intervento del governo centrale. Da solo il governo della Regione non potrà mai risolvere quella che non è più un’emergenza ma è un’insolita per la Regione, per la sicurezza e il decoro delle nostre città”. “Stiamo programmando – ha concluso – alcune cose le abbiamo già fatte senza clamore mediatico perché, almeno per le prime settimane, è importante mantenere un profilo basso. Questo è il tempo in cui bisogna lavorare piuttosto che parlare e dire cose qualche volte anche a sproposito”.

“La situazione è difficilissima, man mano che i giorni passano l’opera di ricognizione delle strutture della Regione porta alla luce lacune, inefficienze, contraddizioni, debiti. Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche, lo abbiamo già fatto. Le parole del presidente della Repubblica ‘ci affidiamo a lei’ mi gratificano e mi fanno sentire il peso di una grande responsabilità”.

“Voglio esprimere apprezzamento per le parole del presidente Musumeci sull’abolizione del voto segreto e sull’approvazione del codice etico. Grazie presidente serve a restituire dignità all’Ars”, ha detto il presidente dell’Anci in Sicilia e sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

FAI CISL – Conservare e valorizzare il patrimonio forestale, boschivo e marittimo del nostro territorio

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La Fai Cisl Messina ha riunito il suo consiglio generale. «Serve una programmazione vera per conservare e valorizzare il patrimonio forestale, boschivo e marittimo del nostro territorio»

Un Politica seria, «perché troppi Governi sono passati giocando, senza scommettere su un territorio che ha enormi potenzialità protettive, conservative, produttive». Una programmazione vera, «anticipata per prevenire gli incendi, per conservare il patrimonio forestale e boschivo». Sono le richieste dei lavoratori agricoli e forestali della Cisl che si sono riuniti per il Consiglio Generale della Fai Cisl alla presenza del commissario regionale Pierluigi Manca e del segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese.

A lanciare le rivendicazioni dei lavoratori del settore è stata la segretaria generale della Fai Cisl di Messina, Sabina Barresi che ha, ancora una volta, rammentato e rivendicato «specificità territoriale del territorio messinese, diversa da quella delle altre province siciliane. Attraversiamo un momento particolarmente delicato per il sistema lavorativo, con pesanti conseguente per famiglie e i lavoratori agricoli, forestali e dei settori pesca e florovivaismo non fanno eccezione. Da anni ribadiamo il ruolo fondamentale della prevenzione, l’obiettivo è fare comprendere a chi è deputato a legiferare l’importanza di una programmazione e di una seria progettualità per tutelare il patrimonio boschivo, florovivaistico, agroalimentare e marittimo. Solo così si può garantire il minimo lavorativo dei nostri lavoratori – ha detto la Barresi – la nostra provincia è boschi, foreste, mare, ma è anche florovivaismo, settore fiore all’occhiello e tra i primi per l’esportazione di piante e agrumi ornamentali, tropicali, ficus, chenzie. Ci sono numeri importanti che danno lavoro a parecchia gente».

Il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, ha ricordato il lavoro della Cisl e delle categorie affrontato il tema della vertenza pensionistica che ha visto il sindacato in prima linea con Passo dopo passo è lo slogan che la Cisl ha adottato per spiegare lo sforzo del sindacato per la contrattazione «e superare quegli errori della Legge Fornero che nessuno riusciva a spiegare, rivolgendosi quindi al sindacato e alla Cisl che, grazie alla sua classe dirigente, ha saputo contrattare come solitamente fa».

Anche il commissario regionale della Fai Cisl ha sottolineato l’importanza dell’intesa sulla previdenza, «per il riconoscimento dei lavori gravosi per operai e braccianti agricoli e per gli imbarcati della pesca che adesso sono stati inseriti nell’Ape Sociale. Un risultato importante – ha detto Pierluigi Manca – che rappresenta, insieme al rinnovo del contratto integrativo regionale per i lavoratori della Forestale dopo 16 anni, un importante tassello per i lavoratori della nostra federazione».

Sulle vertenze in atto, poi, Manca ha aggiunto che «la Fai Cisl attende risposte dalla Politica: forestale, riordino del sistema boschivo legandolo al turismo e alle energie alternative, riforma degli enti di bonifica. Ci sono molte cose da fare e stiamo lavorando a livello regionale ma in stretto raccordo e sinergia con i territori».

Sondaggio Demopolis, per otto siciliani su dieci la priorità è il lavoro

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Nel giorno in cui nasce il nuovo governo della Regione Sicilia, l’Istituto Demopolis ha chiesto ai siciliani di tracciare la loro agenda per il presidente Nello Musumeci e per i 12 assessori chiamati a comporre la giunta.
 
“Quale priorità assoluta per il Governo Musumeci – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – l’80 per cento dei cittadini indica l’occupazione, legata a doppio filo con la ripresa economica nell’Isola. La Sicilia avverte in modo rilevante gli effetti della crisi degli ultimi anni: la questione lavoro pesa oggi ancor più che in passato, mentre – conclude  Vento – cresce nelle famiglie la convinzione che manchino nell’Isola reali prospettive occupazionali per le nuove generazioni”.
 
Il 67 per cento dei siciliani chiede al governo e al nuovo assessore alla Salute un impegno preciso per ridare efficienza alla sanità pubblica, i cui servizi sono oggi bocciati dalla stragrande maggioranza dei cittadini.
 
Sul podio dell’agenda di governo dei siciliani, con il 64 per cento delle indicazioni, si attesta al terzo posto il tema “trasporti, viabilità ed infrastrutture” che costituisce il pre-requisito per qualunque credibile ipotesi di sviluppo.
 
Il 53 per cento, la maggioranza assoluta dei siciliani intervistati dall’Istituto Demopolis, chiede al Presidente Musumeci una capacità strategica di programmazione e gestione dei fondi europei, ben diversa da quella mostrata, nell’ultimo quinquennio, dal governo Crocetta; per il 45 per cento risultano infine necessarie la riduzione degli sprechi ed una nuova efficienza della burocrazia regionale.

Lotta agli incendi boschivi: firma del Decreto regionale per la prevenzione

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PALERMO – È stato emanato il Decreto del Direttore Generale con il quale vengono stanziati 1.497.425 euro per la convenzione che è stata firmata fra il ministro dell’Interno Corpo nazionale Vigili del Fuoco e la Regione Siciliana, per la lotta attiva agli incendi boschivi per l’anno 2017. Lo comunica Vincenzo Vinciullo, Presidente della Commissione ‘Bilancio e Programmazione’ all’Ars.

Come si ricorderà, nell’ultima finanziaria sono stati stanziati 1,5 milioni per firmare la convenzione con il ministro dell’Interno per far fronte all’Accordo Quadro, approvato il 4 maggio 2017 in Conferenza Stato-Regione, in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.

Come è noto, la convenzione è stata stipulata fra la Regione Siciliana, la Presidenza, il Dipartimento regionale della Protezione Civile, il Comando del Corpo Forestale, il Ministero dell’Interno, la Prefettura di Palermo e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e della Difesa Civile – Direzione regionale della Sicilia. L’Art. 6 di questa convenzione stabiliva che la Regione Siciliana doveva contribuire, in maniera forfettaria, alla compartecipazione delle spese.

 

Nell’Esercizio Finanziario 2017 era stata stanziata, sul Capitolo 116516, questa somma e, di conseguenza, adesso, il Dipartimento della Protezione Civile ha proceduto a onorare gli impegni assunti con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che riceveranno le risorse secondo le modalità previste dell’art. 6 della convenzione. “Un altro impegno – ha concluso l’On. Vinciullo – è stato mantenuto”.

La Lega fuori dalla maggioranza. Dalle parole ai fatti

DI GIUSEPPE BIANCA

TRATTO DALLA FONTE: ilsicilia.it

Angelo Attaguile, segretario nazionale del movimento Noi con Salvini e deputato del Carroccio, non aveva avuto molti dubbi nei giorni scorsi a marcare le differenze e a dosare le distinzioni. Poi, a cose fatte, e a Giunta varata, anche se ancora non ufficializzata, ha esternato: Usciamo da questa maggioranza politica e all’Ars andremo al gruppo Misto.Faremo un’opposizione costruttiva, valutando di volta i volta i singoli provvedimenti proposti dal Governo. La nostra posizione non è contro Musumeci che abbiamo sostenuto dal primo momento – aggiunge -, ma questa ricorsa alle poltrone non ci appartiene. Fratelli d’Italia non ha rispettato i patti siglati durante la campagna elettorale. E’ un comportamento da vecchia politica inconciliabile con noi”.

Secondo la Lega il posto in Giunta era un atto dovuto dopo l’esclusione del Carroccio dal listino di Musumeci, dove, invece, aveva trovato spazio il partito della Meloni. “Ho sentito Salvini, ovviamente c’è molta amarezza – spiega – e concorda con la nostra decisione di non fare un gruppo unico con FdI, ma di andare al Misto”.

A Sala d’Ercole la Lega è rappresentata da Tony Rizzotto, 36° deputato della maggioranza risicata di Musumeci. Una presenza che, dunque, è fondamentale per il governatore. “Con Musumeci non ci siamo sentiti nelle ultime ore – conclude Attaguile – d’altra parte non avevamo nulla da dirci, gli accordi erano tutti già stati fatti”.

La nuova ARS e i 70 seggi (ANSA CENTIMETRI)

Dopo il vertice di Scillato di sabato scorso lo stesso Attaguile aveva perso atto che le cose non si stavano mettendo bene per i leghisti di Sicilia.

Del resto la partita per l’assessorato, finito poi a Catania (Pappalardo) tutta interna a Fratelli d’Italia ha lasciato vittime illustri anche nella Sicilia occidentale. Una per tutte Giampiero Cannella, leader siciliano del partito di Meloni che ieri ha appreso della composizione della nuova giunta, qualche minuto prima di entrare negli studi della Rai dove si registrava Porta a porta.

Uno dei fattori che ha probabilmente depotenziato la trattativa dei leghisti con Musumeci è stato il  mancato interesse di Alessandro Pagano, che, una volta venuta meno la possibilità di essere inserito nella rosa dei papabili alla Sanità, si è defilato. Almeno in questa fase.

Sgarbi: “Metterò i Forestali custodi nei musei e toglierò le pale eoliche di me…”

CONDIVISO DALLA FONTE: ilsicilia.it

“Sarò assessore al cento per cento. Questi sono abituati ai trabocchetti, ma questa volta non possono farmi lo scherzetto”. Lo ha dichiarato Vittorio Sgarbi alla trasmissione La Zanzara su Radio 24, annunciando la sua autorevole candidatura alla carica di assessore alla Cultura della Regione.

“Non so quanto tempo trascorrerò in Sicilia – ha detto Sgarbi . Ci saranno le elezioni politiche e io farò la mia lista in alleanza con Berlusconi. L’obiettivo è fare il ministro della Cultura”.

Il critico d’arte ha poi esposto alcune idee per dei provvedimenti: “Voglio una moratoria per cancellare per sempre tutte le pale eoliche. Quelle che non funzionano le butto giù. Voglio la Sicilia libera da tutte le pale eoliche di me…“.

Sgarbi ha parlato anche dei forestaliSe sono troppi mettiamoli a fare la guardia ai musei,ma non possiamo togliere il lavoro alla gente, bisogna inventarsi qualcosa per riusare quelle persone. Potrebbero fare i custodi. Leggo che alcuni di loro danno fuoco alle foreste per farsi pagare gli straordinari, quelli vanno arrestati e messi in galera”.

LUIGI DI MAIO…PROPOSTA FORESTALI

FONTE LA7

Il tema dei forestali in Sicilia, e, del loro destino è stato ripreso nella trasmissione Piazza pulita, del 2 Novembre 2017. Presenti in studio il giornalista Antonio Caprarica, e, in diretta da Caltanissetta Luigi Di Maio.

Alla domanda di Antonio Caprarica:

  • ammettiamo che i 5 stelle vincano questa partita elettorale in Sicilia, mi dice che cosa farete dei famosi 22.000 forestali che fanno ridere tutto il mondo?

A questa domanda Luigi Di Maio risponde cosi:

  • sulla questione degli operai forestali, il vero tema è che non sappiamo se sono tanti o sono pochi, per la semplice ragione che non lavorano a tempo pieno, queste persone le vogliamo destinare a tempo pieno, sia ai beni culturali, sia alla tutela del territorio, sia alla tutela del dissesto idrogeologico. Si deve fare un accordo chiaro con quelle persone, noi abbiamo bisogno di personale in varie risorse di questa regione, saranno destinati a quei siti, a quegli ambiti, poi chi non vuole lavorare, come in tutti i posti della pubblica amministrazione deve essere allontanato, chi invece vuole lavorare a tempo pieno ci aiuterà a far crescere la Sicilia. 

 

REGIONALI 2017 Comunque vada, è un disastro In Sicilia politica da rifondare

 

 

di Salvo Toscano

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PALERMO – La settimana delle elezioni è arrivata. Domenica i siciliani sceglieranno governatore e deputati, chiudendo la tormentata era di Rosario Crocetta. Eppure, è davvero difficile oggi esercitare l’ottimismo e la speranza in vista di questo appuntamento. Per una serie di buone ragioni.

Partiamo da qualche numero. In particolare quelli dell’ultimo sondaggio dell’Istituto Demopolis.Secondo il quale un siciliano su quattro non sa nemmeno che il 5 novembre si vota. Possibile nell’era della comunicazione? Pare proprio di sì. E tra quanti sanno che domenica si vota, una percentuale non irrilevante non sa nemmeno chi siano i candidati.

Ancora Demopolis: secondo l’ultimo “Barometro politico” la fiducia dei siciliani nell’istituzione Regione è crollata dal 33 per cento del 2006 al 12 di oggi, un valore più basso di quasi venti punti percentuali rispetto alla media nazionale.

Piaccia o meno, è da questi numeri che bisogna partire. Da una regione dove un elettore su due non va a votare. Dove alla politica non crede davvero quasi più nessuno, al netto di quella fetta minoritaria ma non esigua di persone che con la politica e i suoi annessi e connessi cala la pasta, per usare una perifrasi inelegante ma efficace.

La domanda da porsi anzi tutto è se questa campagna elettorale ha avuto un effetto positivo sullo smembramento del tessuto politico-sociale della Sicilia. E purtroppo è davvero difficile azzardarsi a rispondere sì. Anzi, forse come mai prima, questa campagna elettorale è sembrata fino a pochi giorni fa quasi invisibile. E il maligno sospetto che a qualcuno abbia fatto comodo così, per garantire un maggior peso ai voti organizzati di clientes nel deserto dell’astensionismo, può insinuarsi.

I quattro big che si contendono le chance di successo finale, va detto, sono quattro degne persone. E questa è stata la buona notizia iniziale. Non altrettanto confortanti, purtroppo, sembrano le offerte politiche da loro proposte ai siciliani. Offerte che, va detto senza giri di parole, appaiono assai fragili. E vale la pena spendere qualche parola sui motivi di questa fragilità.

Partiamo da chi non porta sul groppone il peso della responsabilità degli ultimi diciassette anni di governo della Regione, cioè il Movimento 5 Stelle. Cancelleri e i suoi si sono proposti come nuovi e hanno portato avanti una campagna elettorale battagliera. Ma ancora una volta, in più di un’occasione, hanno trasmesso quella cifra di inaffidabile approssimazione che tiene lontana dal Movimento una grossa fetta di elettorato. Basti pensare, a titolo d’esempio, al clamoroso autogol sulla lista degli “impresentabili”, con accuse buttate a casaccio che hanno costretto Cancelleri a imbarazzanti scuse.

Poi c’è Nello Musumeci. Politico di razza e di sicura esperienza, con alle spalle trascorsi apprezzati da amministratore. La sua candidatura ha scaldato i cuori di un pezzo di Sicilia. Poi però è arrivata la data di presentazione delle liste, che nel centrodestra appaiono intasate da candidature alquanto discutibili, che hanno il brutto retrogusto dei vecchi vizi della politica nostrana, quelli che hanno contribuito ad allontanare i siciliani dal Palazzo, come il trasformismo spregiudicato per non parlare d’altro. Colpa dei partiti, ha spiegato il candidato presidente, che vanta una storia di onestà e rigore. I candidati lui li ha letti sui giornali, ha detto ieri in tv. Eppure verrebbe da chiedersi, se Piero Grasso avesse accettato la candidatura per il centrosinistra, avrebbe o no avuto la forza di imporre ai suoi scelte al di sopra di ogni possibile mascariamento? Il quesito lascia aperto qualche interrogativo su quelli che sarebbero i rapporti di forza tra governatore e alleati nella prossima legislatura.

La candidatura di Fabrizio Micari, persona preparata e di garbo, è stata figlia del caos definitivamente esploso in un centrosinistra acefalo, in cui Leoluca Orlando ha cercato di vestire i panni del mattatore non imbroccandone una. E così attorno al rettore, accanto ai buoni propositi e alle idee di innovazione, rimangono i tanti nodi irrisolti che hanno caratterizzato la caotica stagione del crocettismo. Fragilità, appunto.

Quanto alla proposta di Claudio Fava, malgrado l’asserita ambizione di vittoria, la piattaforma politica che si è coagulata attorno alla sua candidatura, per quanto rispettabile e autorevole, ha offerto e continua a offrire l’immagine di un progetto le cui effettive e concrete aspirazioni si riducono in grande parte allo sgambetto al detestato Matteo Renzi.

Tra queste offerte a cui si aggiunge quella indipendentista – romantica ma oggi per lo più di testimonianza – dell’appassionato candidato Roberto La Rosa, i siciliani dovranno tra sei giorni scegliere. Sforzandosi di non cedere alle sirene dell’astensionismo, che hanno come unico effetto quello di lasciare che una sparuta minoranza di votanti decida le sorti di una regione di cinque milioni di persone.

Cosa resterà allora, alla fine della fiera, di questa campagna elettorale tra sette giorni? La speranza, ostinata, è che ripartendo da qualche piazza piena, che pur si è vista in queste settimane, da un inizio di risveglio di passione e dai tanti buoni propositi puntualmente sciorinati come da copione, la politica siciliana si rimbocchi le maniche per ricostruire un minimo di tessuto dai brandelli di questi anni, per ricostruire un ponte con la realtà, non solo quando c’è da cercare voti. Una missione che tutti i contendenti in questa sfida dovrebbero avere a cuore, a partire da lunedì prossimo.

APPLAUSI A CANCELLERI

di Santo Cortese

Giorno 13 Ottobre 2017 si è tenuto un incontro tra i vari Candidati, alcuni assenti, presso la Sala Gialla dell’Assemblea Regionale Siciliana, organizzato da PMI Sicilia sul lavoro. E’ intervenuto anche Cancelleri, che alla fine del suo discorso, è stato applaudito dagli altri candidati. Ma procediamo per ordine.

Nel suo intervento, Cancelleri, ha detto che per 20 anni la politica ha creato il precariato, creando disperazione in chi non aveva un reale posto di lavoro, con l’impossibilità di sentirsi al sicuro, e, togliendo l’ossigeno alle imprese, quindi è necessario ribaltare, in maniera diametralmente opposto, il pensiero.

La politica e il nuovo governo deve dare risposte concrete alle imprese, investendo su di loro, creando sviluppo economico, affinché, poi, le imprese creino posti di lavoro.

Cancelleri continua il suo discorso dicendo che questo progetto è completamente diverso, e, non ha niente a che fare con la pubblica amministrazione che crea posti di lavoro, e, niente a che fare con la politica, che crea posti di lavoro. Noi non siamo una terra di grandi industrie, da noi un’impresa con 100 dipendenti è una grande industria.

Poi afferma che, se la politica vuole essere la nobile arte di chi vuole mettere al servizio dei cittadini, l’istituzione che sta governando, deve prima di tutto imparare ad ascoltare, deve imparare a tirare fuori dai cassetti quelle soluzioni che non ha elaborato, ma che gli imprenditori hanno portato dentro gli assessorati, e, che sono ancora lì dentro i cassetti da 20 anni.

Quindi la soluzione è la creazione dell’Istituto Regionale di Investimenti.

Questi sono i punti salienti dell’incontro-confronto.

Considerazioni di Social Blog Forestali:

  • Esiste una soluzione per ogni impresa.
  • Tirare fuori dai cassetti le soluzioni che le imprese avevano presentato.
  • Innovazione agevolazioni alle imprese.
  • Creazione Istituto Regionale di Investimenti.
  • Dare risposte concrete alle imprese.
  • La politica deve imparare ad ascoltare.

Alla luce di tutte queste soluzioni, per far rinascere le imprese, in Sicilia, Cancelleri è l’unico che potrà farsi carico di queste soluzioni, quindi è un valido Candidato da scegliere al 100% il 5 Novembre come Presidente della Regione Sicilia.

FORESTALI DIVISI

FONTE: forestalisicilia.com

di Santo Cortese

Era normale, era logico, era prevedibile, che i forestali si dividessero nel scegliere il Presidente della Regione, ma, a noi non ci interessa, ognuno lavora coi propri ferri, e quindi continuiamo la nostra strada verso Cancelleri, nelle elezioni del 5 Novembre 2017 per eleggerlo come Presidente della Regione Sicilia.

D’altronde gli antichi non si sbagliavano mai: se vuoi arrivare primo corri da solo, se vuoi arrivare ultimo cammina assieme, e noi facciamo fede a questo proverbio.

I forestali della Sicilia si sono divisi, e, tutto sembra come due squadre che si battono sul campo di calcio: alcuni a centrodestra altri col Movimento 5 Stelle.

Assieme al mio team, in questi giorni, siamo scesi nelle piazze a sondare, ed intervistare molti forestali, altri tramite internet, sulla mia pagina facebook, nei miei blog, e, siamo contenti perché già abbiamo trovato il consenso di migliaia di forestali pronti e sicuri a scegliere Cancelleri.

Io rispetto le idee politiche di tutti e soprattutto di tutti i forestali, però, questa divisione porta solo sfavore al comparto forestale, e, non si colgono i frutti dalla divisione politica, ma ognuno è libero di scegliere il proprio futuro, perché di futuro si parla , di noi e dei giovani.

Mai aprire una porta che non è possibile chiudere di nuovo.

Quello che non vedi con i tuoi occhi non inventarlo con la lingua.

Il mio consiglio è quello di non vendere il sole per acquistare una candela: a buon intenditori poche parole. In questa battaglia di voti, in questa battaglia politica, in questa lotta all’ultimo voto, noi di forestalisicilia.com e migliaia di forestali che ci seguono, abbiamo trovato e scelto Cancelleri, come Presidente della Regione Sicilia. Per me non c’è momento di sosta, non c’è momento di riflessione, la mia scelta è questa, la mia scelta è il Movimento 5 Stelle, la mia scelta è Cancelleri, e qualunque siano i segni dei colpi di cannone dialettico dei nemici a noi non ci interessa, perché scegliamo la nostra linea.

La sola cosa necessaria, per la tranquillità dei forestali, è che ogni forestale possa lavorare sempre, senza licenziamenti. La divisione dei forestali è rabbia ed è come una pietra lanciata in un nido di vespe. Scegliendo una politica sbagliata fatta di bugie si può andare avanti in tutto il mondo, ma non si può mai tornare indietro e questo è bene che i forestali lo condividano nella loro mente.

Ormai siamo in piena campagna elettorale e si sa…. solo un cattivo soldato non spera di diventare generale, e tutti i Candidati sperano di diventare Presidente, ma, per me, per noi, e, per molti forestali il Presidente sarà Cancelleri.

Io sono circondato da forestali, e, sono sempre me stesso, e, se mi chiederanno qual è il sentimento che considero più importante, aprirò un sorriso e dirò: la giusta politica, quella vera, quella fatta di sentimenti per la gente, per i lavoratori ma soprattutto per il paese in cui viviamo, in attesa di un nuovo Presidente che risolva, per sempre tutti i problemi visibili e nascosti della Sicilia: Cancelleri.

 

 

 

 

FORESTALI UNIAMOCI

FONTE: FORESTALISICILIA.COM

di Santo Cortese

Mai come ora i forestali siciliani sono disuniti, c’è chi confida nel centrodestra, chi nel centrosinistra, chi nel Movimento 5 Stelle, chi in altri partiti politici.

Ma a chi bisogna credere?

Io lavoro alla forestale da circa 32 anni, e mi sento dire sempre le stesse argomentazioni.

  • C’è chi vuole la stabilizzazione subito!!!
  • C’è chi vuole la luna!!!
  • C’è chi crede ancora alla politica passata!!!
  • C’è chi va ….chi non va…chi crede e chi non crede!!!

Lottiamo invece per un aumento di giornate.

Lottiamo per mantenere vivo il comparto forestale.

Lottiamo per impiegare i forestali nelle zone piene di erbe infestanti.

Lottiamo per iniziare a lavorare a marzo.

Lottiamo per evitare licenziamenti nel comparto forestale.

Lottiamo per fare i lavori fluviali, per evitare il dissesto idrogeologico.

Lottiamo per mettere a reddito l’area boschiva.

Lottiamo per avviare un nuovo turismo in Sicilia.

Lottiamo per far valere la “spesa obbligatoria” per i forestali.

Lottiamo per una nuova Sicilia.

Lottiamo per il futuro della Sicilia.

E questa è la lotta che sta affrondando Giancarlo Cancelleri nella sua campagna elettorale. Egli è presente nella politica forestale, in Sicilia, e lo sta dicendo attraverso il web, interviste, dialoghi nelle piazze.

  • Ora diciamo basta a chi ha avuto le redini del comparto forestale.
  • Ora noi forestali vogliamo risposte sicure.
  • Ora è ora di unirci a scegliere un nuovo Governatore.
  • Ora è tempo di cambiare.
  • Ora è tempo di un futuro per noi e per i nuovi giovani.
  • Ora è tempo di un riordino qualitativo e produttivo del comparto forestale.

E’ naturale che ogni Candidato tiri acqua al proprio mulino, ma io penso che non ha logica essere disuniti.

Noi di forestalisicilia.com invitiamo tutti i forestali ad essere uniti, e con il nostro numero assai alto, formare un nuovo complesso forte, senza divisioni, ma appoggiando solo chi ci appoggia, e, chi fa, e, farà i nostri interessi. Dobbiamo marciare uniti tutti legati dalla morale di un lavoro forestale che sia produttivo e sicuro nel tempo.

Ci vuole un nuovo sistema forte che attragga i forestali tutti, un nuovo sistema che dica sempre il vero, qualcuno che metta d’accordo tutti i forestali siciliani, e, questo potrà avvenire sono favorendo il lavoro e non la disoccupazione nascosta di questo settore ormai alla deriva.

E Cancelleri vuole favorire il lavoro, egli è per i diritti dei lavoratori tutti, e lo sta dicendo, scendendo nelle piazze e dialogando con tutti. Salviamo il salvabile del nostro comparto.

La cosa più brutta della forestale è la divergenza di giornate, come tutti ben sappiamo ci sono i LTI, i 151isti, i 101isti e i 78isti e questa è una cosa negativa, ma a poco a poco le giornate verranno aumentate.

Bisogna cambiare l’ordinamento della forestale in Sicilia, dobbiamo dare appoggio a chi favorisce la proposta di mantenimento e non licenziamento del nostro comparto, e questo molti forestali lo hanno già capito, e, daranno una nuova svolta quando si andrà alle urne in Sicilia a novembre.

Io consiglio Cancelleri che è propenso a tutte queste programmazioni per i forestali.

Naturalmente il nuovo Governatore deve attuare nuove scelte strategiche per dare lavoro concreto ai forestali, e lavorare per una integrazione europea. Siamo stanchi di essere esclusi dalle leggi europee, siamo stanchi di essere considerati lavoratori stagionali, siamo stanchi di essere stanchi di quello che ci dicono e che poi non va mai a porto.

La forestale deve progredire nella materialità, ed eliminare le troppe oscillazioni di giornate, oscillazioni di idee, oscillazioni di lavoro, oscillazioni di pagamento.

Invito i forestali tutti ad essere uniti, qualunque sia la loro posizione politica.

Invito i forestali tutti a far valere i propri diritti.

Invito i forestali tutti a votare, perché il voto è un dovere civico.

Noi di forestalisicilia.com non apparteniamo a nessun sindacato, ma la nostra ideologia politica è per Cancelleri.

Dopo aver svolto le nostre ricerche abbiamo preso questa decisione.

Chi non ha fatto nessuna ricerca voterà in base alla sua idea, ma il voto, il 5 novembre 2017 , per eleggere il Presidente della Sicilia, è decisivo, e, invito tutti a non sbagliare.

Noi di forestalisicilia.com siamo aperti a qualsiasi dialogo politico con i nostri colleghi, e siamo pronti a dare qualsiasi spiegazione, nel web e anche pubblicamente.

Naturalmente non avrà senso discutere con chi cerca la discordia nel comparto forestale, che sia forestale e/o non.

Dobbiamo convivere e dar retta a chi ha presentato un nuovo programma concreto e duraturo nel tempo per i forestali e per tutti i siciliani.

 

SANTO CORTESE SCEGLIE CANCELLERI COME PRESIDENTE

CONDIVISO DALLA FONTE: santocortese.com

di Santo Cortese

Santo Cortese amministratore di forestalisicilia.com e blogforestali.it sceglie Giancarlo Cancelleri come Presidente della Regione Sicilia 2017.

Nella qualità di forestale stagionale 151ista, dopo varie valutazioni e confronti a 360 gradi, ho deciso di scegliere Cancelleri nelle votazioni del 5 novembre 2017 in Sicilia.

Ma vediamo le motivazioni che mi hanno portato a fare ciò:

  • Cancelleri vuole mantenere attivo il comparto forestale.
  • Nessun licenziamento per i forestali.
  • Vuole sganciare dall’approvazione del bilancio Regionale la quota che viene data per gli stipendi dei forestali, facendola diventare “SPESA OBBLIGATORIA”. Quindi “storicizzare la spesa”, e con i fondi europei allargare i lavori.
  • Impiego dei forestali nei siti archeologici, nelle strade piene di erbe, e, nel verde pubblico.
  • Liberare gli argini dei fiumi.
  • Lavori nelle aree boschive con turismo.
  • Intervenire nel corpo forestale della Regione che sono rimasti in 600, e, sono troppo pochi, quindi vuole intervenire aggiungendo altri 200 posti, prendendo una riserva del 50% dal bacino forestale scegliendo le persone più qualificate.
  • Far salire pian piano il numero di giornate dei 78isti, 101isti e 151isti.
  • Mettere a reddito l’area boschiva, facendo diventare il bosco, non più una spesa, ma una risorsa.

 

Alla luce di tutte queste affermazioni e questi impegni che Cancelleri si prenderà, Egli, è, e, sarà il nuovo Presidente della Regione siciliana che ha a cuore i forestali.

Quindi è inutile correre a destra o sinistra ma bisogna camminare con questo Movimento 5 Stelle e Con Cancelleri, che è con, e, per i diritti dei forestali siciliani.

Le mie analisi sono positive verso, e, con Cancelleri, che ha un grande culto per il lavoro dei siciliani e dei forestali, il cui animo pieno di forti sentimenti e aperto al dialogo con tutti i lavoratori di tutti i settori lavorativi siciliani.

L’effetto dunque dell’arte politica di Cancelleri sul popolo sarà benefica, pronta e sicura.

Io scelgo Cancelleri del Movimento 5 Stelle.

Santo Cortese

Regionali, liste pronte: si parte Le sfide collegio per collegio

CONDIVISO DALLA FONTE: livesicilia.it

di Accursio Sabella

PALERMO – Tra strappi e tensioni, liti e trattative, le liste dei candidati alle elezioni regionali sono state depositate. E non mancano alcune sorprese. Come la scelta, ad esempio, di una “crocettiana” di ferro come Mariella lo Bello, di correre col Pd e non con la lista formata dal governatore e da Micari. O come la scelta dell’ex Megafono e vicepresidente uscente dell’Ars Antonio Venturino di cimentarsi nel collegio di Catania e non in quello della sua provincia di origine, Enna. O ancora, la decisione presa negli ultimi giorni da Salvatore Iacolino di candidarsi con l’Udc e non con Forza Italia. A questi si aggiungono i cambi di casacca last minute di cui Live Sicilia ha parlato, come quelli assai discussi dei catanesi Gianfranco Vullo e Alessandro Porto. Il primo, deputato uscente del Pd ha scelto i Popolari e autonomisti al fianco di Musumeci. Il secondo, capogruppo della lista che fa capo al sindaco Enzo Bianco è approdato in Forza Italia.

Insomma, può davvero partire la corsa verso un posto a Sala d’Ercole. Un parlamento “ristretto” dopo la riduzione da 90 a 70 dei deputati regionali. Così, i “duelli” saranno ancora più impegnativi per gli aspiranti onorevoli. Proviamo a prevederli, collegio per collegio.

Palermo

Il collegio di Palermo porterà all’Ars 16 deputati. Nelle liste che fanno capo a Micari, a giocarsela con le maggiori chance sono ad esempio alcuni big del Pd: si tratta degli uscenti Antonello Cracolici e Giuseppe Lupo, più “quotati” – anche sulla base dei voti già ottenuti cinque anni fa – oggi rispetto al capogruppo uscente Alice Anselmo. Ma correranno con buone possibilità anche il consigliere comunale Fabrizio Ferrara e l’ex consigliere Salvo Alotta. Sorprende la presenza a Palermo della catanese Valeria Sudano: candidatura ‘tecnica’ o proverà davvero a tornare all’Ars? Nella lista di Sicilia Futura, invece, ci riproveranno Edy Tamajo e Giovanni Di Giacinto. Alternativa popolare invece lancerà l’assessore in carica Carmencita Mangano e due consiglieri comunali che hanno ottenuto un ottimo risultato pochi mesi fa: Francesco Paolo Scarpinato e Paolo Caracausi. Forte anche, a Palermo, la lista “Micari presidente”, frutto dell’accordo tra Crocetta e il candidato governatore: i nomi più quotati sono quelli dell’ex sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, di Aurelio Scavone, di Valeria Grasso(capolista) e del candidato sindaco alle ultime elezioni comunali di Bagheria Daniele Vella.

Ricca di uscenti la lista di Forza Italia al fianco di Musumeci: ci saranno Giuseppe Milazzo, Totò Lentini e Riccardo Savona ma anche la new entry Marianna Caronia. Oltre ovviamente al commissario regionale Gianfranco Micciché presente anche nel listino del presidente. Agguerrita anche la lista Udc che lancia l’ex azzurro Vincenzo Figuccia, l’ex alfaniano Pietro Alongi e Nicola Greco, figlio dell’uscente Giovanni. Il movimento #DiventeràBellissima punterà tutto su Alessandro Aricò, mentre Fratelli d’Italia lancia Mario Caputo, fratello dell’ex deputato Salvino. Robusta anche la ‘squadra’ dei Popolari e autonomisti: a giocarsi il posto all’Ars saranno l’assessore designato Roberto Lagalla e gli uscenti Toto Cordaro e Roberto Clemente.

Il Movimento cinque stelle invece cala due uscenti come Giampiero Trizzino e Salvatore Siragusa, ma attenzione anche a Giovanni Callea e Luigi Sunseri. La lista “Cento passi” di Fava invece punta su Pino Apprendi, Mariella Maggio, l’editore Ottavio Navarra e Luigi Carollo. Dopo l’esperienza da candidato a Palermo, Ciro Lo Monte punta all’Ars con i “Siciliani liberi”, mentre Giovanni Busalacchi, candidato governatore è in corsa anche per uno scranno all’Ars.

Catania

Saranno tredici i deputati eletti nel collegio di Catania. Claudio Fava qui è candidato in prima persona. Puntano al seggio anche i grillini uscenti Gianina Ciancio, Francesco Cappello e Angela Foti. Per le liste al fianco di Micari, sfida molto dura nel Pd tra l’assessore Anthony Barbagallo, il deputato uscente Luca Sammartno e Angelo Villari rappresentante del mondo vicino alla Cgil e che riceve “il testimone” dall’uscente Concetta Raia. Molto quotato, in Sicilia Futura, il coordinatore regionale Nicola D’Agostino, inserito anche nel listino di Micari, mentre Alternativa popolare punterà su Marco Forzese. La lista “Micari presidente” presenta il coordinatore del Megafono Giuseppe Caudo e l’ex grillino Antonio Venturino.

Forza Italia, a sostegno di Nello Musumeci invece punterà sugli uscenti Marco Falcone e Alfio Papale. Candidato anche, tra le polemiche, Riccardo Pellegrino e anche il capogruppo in consiglio comunale del sindaco Pd Enzo Bianco, Alessandro Porto. Tenteranno il ritorno all’Ars anche l’ex autonomista Giuseppe Arena (con #DiventeràBellissima), Alfio Barbagallo (con l’Udc) e l’ex Pd Gianfranco Vullo passato con gli autonomisti.

Messina e Trapani

Saranno otto i seggi che arriveranno da Messina, sette invece da Trapani. Nel collegio che fa capo alla città dello Stretto, il Movimento cinque stelle punta sull’uscente Valentina Zafarana, ma è quotato anche Alberto Laspada. Oltre al capolista Claudio Fava, la lista “Cento passi” punta anche su Raffaella Campo.

Le liste a sostegno di Micari possono puntare su molti deputati uscenti. È il caso innanzitutto del presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone in corsa con Alternativa popolare. Ma anche di Marcello Greco e Giuseppe Picciolo per Sicilia Futura e Giuseppe Laccoto per il Pd. Ma a Messina sarà candidato anche il governatore Rosario Crocetta, a capo della lista “Micari presidente”, dove è presente anche un suo assessore, la neo-nominata Aurora Notarianni, ed è molto quotato anche Nicola Barbalace.

E’ considerata molto competitiva la lista messinese di Forza Italia, che presenta l’uscente Nino Germanà, rientrato dopo la parentesi tra gli alfaniani, l’altro uscente Santi Formica, oltre ovviamente a Luigi Genovese, figlio dell’ex segretario regionale del Pd Francantonio. In quella lista anche Bernadette Grasso, altro deputato uscente, presente anche nel listino di Musumeci. La lista #DiventeràBellissima punta su Chiara Sterrantino, mentre Fratelli d’Italia-Noi con Salvini lancia Elvira Amata (anche lei nel listino). L’Udc invece rilancia Cateno De Luca.

Trapani, il centrodestra lancia l’uscente Giovanni Lo Sciuto e l’ex deputato Toni Scilla (Forza Italia) oltre a Mimmo Turano (Udc). In corsa anche qui Roberto Lagallatra i Popolari e autonomisti.

Molti “duelli” invece nelle liste che sostengono Micari. A cominciare dalla sfida tutta interna al Pd tra l’assessore alla Salute Baldo Gucciardi e il deputato uscente Paolo Ruggirello, passando per quella in Sicilia Futura tra l’uscente Nino Oddo e Giacomo Scala. Scende in campo in prima persona anche a Trapani con Ap il vicepresidente designato Giovanni La Via. Punta al seggio, nella lista di Fava anche Massimo Fundarò, mentre tra i grillini, i più quotati sono gli uscenti Sergio Tancredi e Valentina Palmeri.

Agrigento, Enna e Caltanissetta

Il collegio agrigentino darà diritto a sei seggi. E l’esito è molto incerto. In corsa per il Movimento cinque stelle l’uscente Matteo Mangiacavallo. Con Micari, ecco a sorpresa Mariella Lo Bello che se la giocherà con l’uscente Giovanni Panepinto e il renziano Michele Catanzaro. In Sicilia Futura sarà derby tra uscenti: Totò Cascio e Michele Cimino. Mentre il partito di Alfano, nella provincia d’origine del Ministro lancia l’uscente Enzo Fontana e il parlamentare nazionale Giuseppe Marinello.

Tra le liste a sostegno di Musumeci, ecco la corsa in Forza Italia di Riccardo Gallo Afflitto e di Patrizia Marino, moglie dell’ex presidente della Provincia Eugenio D’Orsi. Ha lasciato Forza Italia per approdare all’Udc l’ex manager dell’Asp di Palermo ed europarlamentare Salvatore Iacolino: se la giocherà con i deputati regionali uscenti Gaetano Cani e Margherita La Rocca Ruvolo. Per #DiventeràBellissima ecco Giusy Savarino, che fa parte anche del listino del presidente.

Saranno solo tre i seggi portati dal collegio di Caltanissetta. Tra i favoriti, ovviamente il candidato grillino alla presidenza, Giancarlo Cancelleri, l’ex assessore regionale Gianluca Micciché che correrà con Sicilia Futura, e gli altri due deputati uscenti Giuseppe Arancio per il Pd e Pino Federico per Forza Italia. Qualche speranza anche per Paolo Cafà, che corre con i “Cento passi” di Fava.

Solo due i seggi che arriveranno invece dal collegio di Enna. Quotatissimo il “crisafulliano” del Pd e deputato uscente Mario Alloro e l’assessore uscente di Crocetta, Luisa Lantieri, entrambi nella lista Dem. Il Movimento cinque stelle lancia invece Dimitri Alfarini ed Elena Pagana, mentre Forza Italia punta su Armando Glorioso e Gaetana Palermo.

Siracusa e Ragusa

Saranno cinque i seggi che arriveranno da Siracusa. Quattro da Ragusa. Nella provincia aretusea, la corsa nel centrosinistra potrebbe riguardare l’assessore alla FormazioneBruno Marziano, il vicepresidente di Anci Paolo Amenta e Giovanni Cafeo (tutti del Pd), il presidente uscente della commissione bilancio all’Ars Vincenzo Vinciullo (con Ap, presente anche nel listino) e Patrizia Brundo per Sicilia Futura. Le liste con Musumecipuntano invece sull’uscente ed ex Megagono Giovanbattista Coltraro, passato all’Udc e nella stessa lista sull’altro uscente Pippo Sorbello; Forza Italia lancia Edy Bandiera, mentre tra i popolari e autonomisti ecco un altro uscente, Pippo Gennuso. Cercherà il ritorno all’Ars anche Stefano Zito, per il Movimento cinque stelle. 

I grillini, poi, a Ragusa puntano sull’uscente Vanessa Ferreri, ma è quotata anche Stefania Campo. Forte anche il candidato di Fava: l’ex assessore di Lombardo Francesco Aiello. Tra le liste a sostegno di Musumeci, Forza Italia lancia l’uscente Orazio Ragusa, tornato dall’Udc, mentre #DiventeràBellissima punta su Giorgio Assenza, tra i primi ad appoggiare la candidatura di Nello Musumeci. Derby tutto interno al Pd, invece, tra le liste che appoggiano Micari: Pippo Digiacomo probabilmente si giocherà il seggio con l’altro uscente Nello Dipasquale. La corsa verso Sala d’Ercole può ufficialmente iniziare.

FORESTALISICILIA.COM SCEGLIE CANCELLERI

CONDIVISO DALLA FONTE: forestalisicilia.com

 

di Santo Cortese

Il team di forestalisicilia.com, alle elezioni per il Presidente della Regione Sicilia 2017, sceglie Giancarlo Cancelleri del Movimento 5 Stelle. Ormai i giochi politici sono fatti. Ma procediamo per ordine.

Questa è l’interpretazione unica di forestalisicilia.com che non fa parte di nessuna sigla sindacale, sui discorsi di Cancelleri nel web in questi giorni:

Cancelleri ha affermato che, oltre a tutelare i diritti dei lavoratori, gli interessa che tornino ad esserci anche i servizi, che quel mancato lavoro non ha dato ai cittadini siciliani. Cancelleri continua il discorso dicendo che vuole vivere in una Regione sicura, bella, curata, quindi impegnando i forestali nella manutenzione delle strade piene di erba, nella pulizia dei siti archeologici, nella cura del verde pubblico. Quindi afferma che si deve sganciare dall’approvazione del bilancio regionale la quota economica che viene data per gli stipendi dei forestali, facendola diventare “SPESA OBBLIGATORIA”, e, anche se la Regione non ha approvato il bilancio, si va col provvisorio in dodicesima, perché questa cosa si può fare, e i forestali possono iniziare a lavorare dal 1 marzo, e tutto questo è stato inserito nel loro programma. Conclude dicendo che si metterà a disposizione per trovare le soluzioni per il comparto forestale.

QUINDI LA PROGRAMMAZIONE DI CANCELLERI E’ LA SEGUENTE:

  • Cancelleri vuole mantenere attivo il comparto forestale.
  • Nessun licenziamento per i forestali.
  • Vuole sganciare dall’approvazione del bilancio Regionale la quota che viene data per gli stipendi dei forestali, facendola diventare “SPESA OBBLIGATORIA”. Quindi “storicizzare la spesa”, e con i fondi europei allargare i lavori.
  • Impiego dei forestali nei siti archeologici, nelle strade piene di erbe, e, nel verde pubblico.
  • Liberare gli argini dei fiumi.
  • Lavori nelle aree boschive con turismo.
  • Intervenire nel corpo forestale della Regione che sono rimasti in 600, e, sono troppo pochi, quindi vuole intervenire aggiungendo altri 200 posti, prendendo una riserva del 50% dal bacino forestale scegliendo le persone più qualificate.
  • Far salire pian piano il numero di giornate dei 78isti, 101isti e 151isti.
  • Mettere a reddito l’area boschiva, facendo diventare il bosco, non più una spesa, ma una risorsa.

La considerazione del team forestalisicilia.com è del tutto favorevole al discorso di Cancelleri, che si è mostrato disponibile a risolvere il problema dei forestali, quindi la qualità del loro programma ci sembra molto efficace, d’altronde abbiamo trovato un Candidato che è aperto ai nostri problemi e cercherà di risolverli.

Non bisogna mai perdere la speranza per chi ci dà speranza.

Cosa dire?

Anzi chi votare?

Alla luce di tutte queste affermazioni, pensiamo che Cancelleri sia, anzi è, il Candidato giusto e leale per fare il Presidente della Regione Siciliana, al quale noi di forestalisicilia.com daremo il nostro consenso.

Il voto si impone all’uomo perché gli viene comandato dalla moralità, dall’etica, dai doveri e diritti dei cittadini, quindi consiglio di andare a votare.

Cancelleri è il Candidato meritevole, che secondo noi, saprà compiere il proprio dovere di Presidente, dovere che deve essere anteposto a qualsiasi altra azione umana.

Sicuramente con Cancelleri, nella storia della Sicilia, ci sarà un politico che saprà rappresentare tutti i Siciliani. Quel Candidato che troverà nella sua stessa natura gli accenti per sconfiggere tutti i mali che regnano nella nostra isola.

Questa è l’dea politica e la considerazione del team di forestalisicilia.com di cui ne fa capo Santo Cortese.

Questa è la nostra posizione politica quella di scegliere Cancelleri come Presidente della Regione Sicilia il 5 Novembre 2017.

Oltre a queste priorità per i forestali, Cancelleri, ha presentato altri programmi: potenziamento degli impianti di compostaggio dando piena applicazione alla strategia “rifiuti zero”; istituire la figura dell’Ispettore “Ambientale Comunale” per la prevenzione, la vigilanza ed il controllo della corretta gestione dei rifiuti, e, predisporre un piano per la progressiva dismissione; avviare un Piano regionale per una corretta gestione del ciclo dell’acqua che classificherà e regolamenterà tutti gli usi idrici.

Queste sono solo alcune delle cose che farà una volta al governo di questa regione.

Ma la vera programmazione di Cancelleri del Movimento 5 Stelle è un decalogo con 10 piani per governare la Sicilia e per far rinascere il lavoro ed estirpare la disoccupazione:

– 1: Accesso agevolato al credito attraverso la creazione di un Istituto Regionale per gli Investimenti;

– 2: Promozione di una intesa con le imprese allo scopo di incentivare l’assunzione di personale;

– 3: Semplificazione amministrativa per avvio nuove imprese e nuovi investimenti;

– 4: Migliore utilizzo delle risorse comunitarie.

– 5: Riforma dell’Irsap, l’istituto regionale delle attività produttive;

– 6: Risolvere criticità appalti pubblici (come ad esempio gli eccessivi ribassi);

– 7: Conciliazione casa lavoro per sostenere lavoratori e lavoratrici, promozione dei nidi familiari e aziendali e interaziendali, creazione del registro del co-manager per affiancare le mamme;

– 8: creazione di makerspace, spazi di co-working e incubatori di impresa negli immobili di proprietà della Regione in disuso o sottoutilizzati, per start-up e professionisti;

– 9: Rilancio dell’ufficio di Bruxelles;

– 10: Iniziative volte a favorire la partecipazione dei giovani siciliani alla vita attiva e allo sviluppo del territorio.

Cancelleri afferma che sono idee di buon senso, e noi siamo concordi con tutta questa programmazione, che migliorerà la nostra isola.

Il blog forestalisicilia.com: sono programmi utili e innovativi per i siciliani tutti, quindi la scelta indiscussa per eleggere il Presidente della Regione Sicilia il 5 Novembre 2017 è Cancelleri.